| La mostra inaugurale, che forma la base dell’esposizione permanente di ALT, si incentra su parte dell’ampia collezione di Tullio Leggeri, con opere provenienti da quella di Elena Matous Radici e dell’Accademia dei Visionari. Collezioni diverse, per entità e per carattere, di cui il curatore ha scelto lavori che potessero creare suggestioni, analogie, rimandi, più che percorsi storici. Tullio Leggeri è un collezionista atipico, capace di sortite improvvise nell’arte contemporanea, dalla fine degli anni Sessanta, quando ha cominciato pagando a rate un’opera di Manzoni, che si poteva permettere, mentre Fontana era ancora fuori dalle sue possibilità, fino al 2008, quando ha prodotto e acquisito per Manifesta 7 Ex Privato di Daniel Knorr, un lavoro del tutto immateriale, consistente nell’apertura dello spazio espositivo per 24 ore al giorno. |
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Di volta in volta realizzatore di progetti, produttore, mecenate, in primo piano ha sempre messo il rapporto con gli artisti e l’opera come frutto di una relazione, vuoi perché, in quanto abile costruttore, realizzata direttamente in collaborazione con l’artista, vuoi perché scelta con fiuto e sensibilità speciali, non guardando all’importanza dell’autore, ma alla qualità del singolo lavoro. Ecco dunque la presenza di artisti celeberrimi, come Marcel Duchamp o Maurizio Cattelan, ma anche di figure non proprio sotto i riflettori, come l’amico Nino Calos, negli anni Sessanta e Settanta tra i protagonisti delle ricerche optical e cinetiche ma oggi quasi dimenticato, o l’indonesiano Entang Wiharso, scelto anche come provocazione, per mostrare un artista di qualità di solito non presente nei circuiti internazionali. (...)
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