| La collezione Leggeri, messa insieme in oltre quarant’anni di ricerca personale nell’ambito dell’arte d’avanguardia, parte da Piero Manzoni, Getulio Alviani, Nino Calos e tutta quella generazione di artisti internazionali che gravitavano nell'area milanese. Ma è poi dagli anni novanta che prende corpo lo spirito trasversale del collezionista, che spesso è stato anche amico e mecenate dei giovani artisti e delle giovani gallerie, nonché produttore di opere, anche dal punto di vista tecnico. La collezione si è arricchita così di lavori importanti di artisti oggi affermati come Mario Airò, Stefano Arienti, John Armleder, Cai Guo-Qiang, Vanessa Beecroft, Maurizio Cattelan, Tony Cragg, Gino De Dominicis, Wim Delvoye, Alberto Garutti, Kendell Geers, David Hammons, Carsten Höller, Rebecca Horn, Joseph Kosuth, Bertrand Lavier, Richard Long, Paul McCarthy, Allan McCollum, Mario Merz, Liliana Moro, Bruce Nauman, Giulio Paolini, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Thomas Schutte, Ettore Spalletti, Sislej Xhafa, ma anche tanti di giovani promesse come Meris Angioletti, Valerio Carruba, Alessandro Dal Pont, Michael Fliri, Pietro Roccasalva, Matteo Rubbi, Luca Trevisani, Nico Vascellari, solo per elencare alcuni degli autori delle circa 1000 opere collezionate finora.
Intervista a Tullio Leggeri |
|
Diverso è stato invece il rapporto con l’arte di Elena e Fausto Radici, che hanno vissuto il collezionismo di arte contemporanea come un modo per conoscere il mondo e nel loro percorso di crescita hanno sentito l’esigenza di estendere alla loro vita non solo privata ma anche professionale l’esperienza dell’arte. È così che è nato il progetto dell’azienda di famiglia, la Radici Group, dedicato all’arte nell’ambito del quale artisti come Hidetoshi Nagasawa, Vittorio Messina e Mariella Bettineschi sono stati invitati a realizzare delle opere nell’ambito della fabbrica. Fanno parte della collezione Radici opere di Dan Graham, Sylvie Fleury, Franco Fontana, Serse, Ettore Spalletti, Giuseppe Uncini e Carlo Valsecchi.
Intervista a Elena Matous Radici |
|
Infine, l’Accademia dei Visionari è il nome che si sono dati alcuni amici che coltivano in comune la stessa passione per l’arte contemporanea. Il gruppo si incontra per discutere e per scegliere opere da collezionare, tra cui Stefano Arienti, Annabel Faroqui, Marcello Maloberti e Hansa Thapliyal. |